IL DIARIO DI BARCELLONA
Giorno 1: Ritorno allo schifo.
Per circa un giorno ho pensato a come potevano essere composte le prime righe di questo breve capitolo spagnolo. Non avendo trovato risposta mi fidero' della mia banale improvvisazione. Potrei descrivervi per esempio i versi disumani che sta facendo il tipo alla mia sinistra mentre parla da solo, ma sarebbero cose gia lette. Il primo paragraf...
Giorno 1: Ritorno allo schifo.
Per circa un giorno ho pensato a come potevano essere composte le prime righe di questo breve capitolo spagnolo. Non avendo trovato risposta mi fidero' della mia banale improvvisazione. Potrei descrivervi per esempio i versi disumani che sta facendo il tipo alla mia sinistra mentre parla da solo, ma sarebbero cose gia lette. Il primo paragraf...
o potrebbe cominciare con un flash-foward, ovvero quando nei film per esempio, si vede un flash di una scena che incontrerete piu avanti con lo svolgersi della trama. Una sorta di lampo dal futuro. Io e il mio collega camminavamo lungo la Rambla da circa un ora senza sapere minimamente ne dove ci trovavamo e ne dove eravamo diretti. Eravamo stupefatti dalle opere architettoniche che ci circondavano. Ad un tratto alle mie spalle sento una voce marcia, malsana. Come se qualcuno stesse parlando a rutti. "Italiani!!! Ghrrgrrhrghrhr!!!". "Sicuramente sta parlando con noi" dissi al Borgia. "Eh si", rispose sorridendo. Era una sorta di punkabbestia robboso ma non sono riuscito a capire di che razza era, perche i piercing gli coprivano tutta la faccia. Aveva gli occhi cosi rossi che a confronto i balordi di Ken Shiro prima di esplodere sembravano avere una semplice congiuntivite. Si avvicina a noi zoppicando e con una fune in mano. Voleva che prendessimo una delle estremita' ma dopo una notte di riflessione non sono ancora riuscito a capire perche'. In sostanza voleva solo venderci delle anfetamine ma vista la nostra eta' avanzata e il tasso alcolico non ci sembrava il caso. Voleva anche portarci in un locale ma purtroppo abbiamo rifiutato. Forse anche perche´aveva un pollo finto in mano e lo sbatteva dappertutto.....Dopo una mini colazione il buon Sig. Papandrea ci ha portati direttamente all'aeroporto di Fertilia dove diciamo non si e' verificato nulla di anomalo a parte che il mio collega e`stato spogliato in varie fasi documentate. Anche sull'aereo non e' successo nulla di particolare se si esclude il bambino che appena si e' vista Girona dall'alto ha detto:"Guarda babbo Castelsardo" e quel fastidiosissimo applauso durante l'atterraggio. Io, come ho gia detto, lo detesto perche l'atterraggio non e`facoltativo, ne tantomeno un opzione. Sardi di merda. Dopo un ora di bus e una mezz'ora di taxi arriviamo all'appartamento. Una figata. Dopo neanche mezz'ora eravamo davanti alla Sagrada Familia che devo dire mi ha un po deluso. Ora non voglio certo bestemmiare ma mi sono sempre immaginato qualcosa di piu imponente. Adoro far parlare il mio gragario perche`mi fa ridere poiche`parla praticamente in italiano con una "S" aggiunta alla fine di ogni parola. Un classico. Non so cos'abbiamo ordinato al ristorante ma era molto buono. Dopo qualche guinness ci siamo diretti verso Plaza Catalunya e li siamo stati pochissimi minuti visto che eravamo provati dal viaggio, dalla cena e dalle birrette. Cosi visto che l'ultimo treno stava per partire verso casa nostra decidemmo di avviarci verso la stazione della metro. Durante il tragitto era come sfogliare un libro di architettura. Sono poche le volte che si cammina guardando in alto, perlomeno quando si e`in paese. Anni passati a studiare queste cose e poi te le trovi materializzate davanti. E` una bella sensazione. L'emozione pero' dura ben poco perche' quando abbasso la testa sento alle mie spalle: "Italiani!!! Ghrrgrrhrghrhr!!!". Veniamo stanotte cosa succedera'.