giovedì 22 novembre 2012

IL DIARIO DI BARCELLONA
Giorno 1: Ritorno allo schifo.

Per circa un giorno ho pensato a come potevano essere composte le prime righe di questo breve capitolo spagnolo. Non avendo trovato risposta mi fidero' della mia banale improvvisazione. Potrei descrivervi per esempio i versi disumani che sta facendo il tipo alla mia sinistra mentre parla da solo, ma sarebbero cose gia lette. Il primo paragraf...
o potrebbe cominciare con un flash-foward, ovvero quando nei film per esempio, si vede un flash di una scena che incontrerete piu avanti con lo svolgersi della trama. Una sorta di lampo dal futuro. Io e il mio collega camminavamo lungo la Rambla da circa un ora senza sapere minimamente ne dove ci trovavamo e ne dove eravamo diretti. Eravamo stupefatti dalle opere architettoniche che ci circondavano. Ad un tratto alle mie spalle sento una voce marcia, malsana. Come se qualcuno stesse parlando a rutti. "Italiani!!! Ghrrgrrhrghrhr!!!". "Sicuramente sta parlando con noi" dissi al Borgia. "Eh si", rispose sorridendo. Era una sorta di punkabbestia robboso ma non sono riuscito a capire di che razza era, perche i piercing gli coprivano tutta la faccia. Aveva gli occhi cosi rossi che a confronto i balordi di Ken Shiro prima di esplodere sembravano avere una semplice congiuntivite. Si avvicina a noi zoppicando e con una fune in mano. Voleva che prendessimo una delle estremita' ma dopo una notte di riflessione non sono ancora riuscito a capire perche'. In sostanza voleva solo venderci delle anfetamine ma vista la nostra eta' avanzata e il tasso alcolico non ci sembrava il caso. Voleva anche portarci in un locale ma purtroppo abbiamo rifiutato. Forse anche perche´aveva un pollo finto in mano e lo sbatteva dappertutto.....Dopo una mini colazione il buon Sig. Papandrea ci ha portati direttamente all'aeroporto di Fertilia dove diciamo non si e' verificato nulla di anomalo a parte che il mio collega e`stato spogliato in varie fasi documentate. Anche sull'aereo non e' successo nulla di particolare se si esclude il bambino che appena si e' vista Girona dall'alto ha detto:"Guarda babbo Castelsardo" e quel fastidiosissimo applauso durante l'atterraggio. Io, come ho gia detto, lo detesto perche l'atterraggio non e`facoltativo, ne tantomeno un opzione. Sardi di merda. Dopo un ora di bus e una mezz'ora di taxi arriviamo all'appartamento. Una figata. Dopo neanche mezz'ora eravamo davanti alla Sagrada Familia che devo dire mi ha un po deluso. Ora non voglio certo bestemmiare ma mi sono sempre immaginato qualcosa di piu imponente. Adoro far parlare il mio gragario perche`mi fa ridere poiche`parla praticamente in italiano con una "S" aggiunta alla fine di ogni parola. Un classico. Non so cos'abbiamo ordinato al ristorante ma era molto buono. Dopo qualche guinness ci siamo diretti verso Plaza Catalunya e li siamo stati pochissimi minuti visto che eravamo provati dal viaggio, dalla cena e dalle birrette. Cosi visto che l'ultimo treno stava per partire verso casa nostra decidemmo di avviarci verso la stazione della metro. Durante il tragitto era come sfogliare un libro di architettura. Sono poche le volte che si cammina guardando in alto, perlomeno quando si e`in paese. Anni passati a studiare queste cose e poi te le trovi materializzate davanti. E` una bella sensazione. L'emozione pero' dura ben poco perche' quando abbasso la testa sento alle mie spalle: "Italiani!!! Ghrrgrrhrghrhr!!!". Veniamo stanotte cosa succedera'.

lunedì 29 ottobre 2012

IL DIARIO DI LONDRA

Giorno 1: La partenza.

L'aria di festa teresina sta svanendo. Tutti aspettano con il biglietto in mano l'esito della lotteria. Io pulisco casa come se fosse l'ultima volta che la vedessi e preparo lo zaino con una perizia maniacale. Il volo per Milano parte alle 7:00 del mattino e quindi devo essere li per le sei. Visto che non esistono mezzi a quell'ora mi vedo costretto a partire circa 12 ore

prima (cioè ora) con l'ultimo pullman per Olbia. Arriverò alle 22:30 quindi non riuscirò neanche ad andare al cinema. Penso che opterò per i cinesi. Verso mezzanotte un taxi mi porterà in aeroporto dove trascorrero 7 ore con me stesso dove avrò tempo per riflettere sui gravi fatti accaduti di recente. Tuttavia a Milano mi aspetta un albergo dove recupererò parzialmente la notte di disagio e sarò riposato per il concerto dei Tenacious. Dopo 12 ore avrò l'aereo per Londra ma alle 16:00 ben riposato e pronto a conoscere la Regina. IN DOD WE TRUST.



 Giorno 2/3: Malpensanti a Malpensa.

Dopo un concerto devastante all'insegna del metallo mi concedo una sana colazione visto che l'ho pagata con l'hotel che non era poi cosi vicino al Forum di Assago. In ogni caso non abbastanza per chiamare l'albergo Hotel Forum. Tra qualche ora ho l'aereo per Londra. La cosa figa è che parto alle cinque e arrivo alle cinque. Quindi faccio al volo. Ora devo arriv

are a Malpensa ma dal nome non mi ispira ottimismo. Vediamo se a Londra c'è gente come a San Teodoro, secondo me no. Saranno contenti che, nonostante siano finite le olimpiadi e le paraolimpiadi, stiano ancora arrivando atleti del mio calibro. Vediamo al bancone chi ha veramente fegato. Se Londra non mi soddisfa come dovrebbe posso sempre andare a Stonehenge e suonare il violino. Ciao a te.


Giorno 4: Londra bai nait

Appena arrivato in questa citta' mi e' venuta molta sete. Dopo aver lasciato lo zaino a casa sono uscito da solo con intenzioni pessime. Bere come se non ci fosse un domani. Nel pub vicino casa ci sono circa 10 birre alla spina e la mia intenzione era assaggiarle tutte specialmente quelle locali. Mentre gustavo la mia birra al bancone ho fatto conoscenza con un tizio ben

vestito e parzialmente ubriaco e la sua compagna. Si chiamava Alex ed aveva una misteriosa somiglianza con il protagonista di Arancia Meccanica. Forse voleva uccidermi perche' mi ha offerto da bere tutta la sera a colpi di 7 pound a pinta, cosa che ho apprezzato molto. Ho scoperto di avere un buon inglese anche se ho qualche difficolta' a capire la loro fottuta pronuncia. Ovviamente non ricordo il ritorno a casa ma e' gia tanto che sono arrivato. Poi sono andato camden town una specie di mercatino del giovedi. Niente di che apparte delle gran belle signorine. Sabato c'e' Phil Anselmo e Rex con i Down e mi sa che vado a salutarlo. Per il resto non c'e' un cazzo sembra Alghero a Maggio ma la gente e molto piu ospitale. Ora torno al pub perche' ho di nuovo molta sete.

P.S. Per fortuna che non fumo. Un pacchetto di Marlboro costa 10 euro.
 

Giorno 5: Lo scrivo stanotte ora c'ho da fare.

 Comunque la prima impressione che ho avuto di Londra e' questa: Londra e' una citta' dove tutti guidano contromano.

Giorno 5-6: Bella vita.

Dopo un lungo aperitivo (cominciato alle 15 p.m. perche' ho scordato di mettere indietro l'orologio) a colpi di Old Fashioned e mini burger dall'amico Baldi, dopo aver lasciato il curriculim ci siamo diretti a continuare la serata in un ottimo cocktail bar in zona Westminster, dove ho assaporato un ottimo Manhattan. Ovviamente il mio duro allenamento svolto a S. Teresa mi

ha consentito di non farmi coricare dall'ingente quantita' di alcohol assimilata. In pochi minuti abbiamo raggiunto il ristorante "Bella vita" dove ho mangiato e discusso della buona fede del popolo italiano con un'appassionata sostenitrice dell'onesta' che proveniva dalla capitale. Ho anche bevuto un mirto veramente buono e dopo un conto di 190 sterline in 8 mi sono diretto verso casa. Ma non poteva certo filare tutto liscio. Il bus dopo qualche metro si ferma per un incendio in una palazzina dove i mezzi di soccorso occupavano tutte le carreggiate. Cosi sceso dall'autobus ho fatto affidamento ad una delle mie poche virtu'. L'orientamento. Credo di aver camminato per circa 45 minuti prima di vedere qualche struttura familiare. Cosi, avendo capito che ero a meno di un km da casa sono entrato in un pub a darmi il colpo di grazia. Questa volta pero' ho pagato tutto e apparte una breve conversazione con la barista non e' successo nulla di particolare. Al mio risveglio ho deciso di avvicinarmi a Shepherds Bush per trovare Tomich e Roberta ma non sono riuscito a trovare il numero 51 visto che questa cazzo di via parte dal 54. Ora mi faccio un giro in questo west London e aspetto che qualcuno si manifesti. Penso che stasera andro' a vedere Phil Anselmo e male che vada mi faccio dare un passaggio da loro in casa. Ho un solo piccolo problema con i bagni. Non capisco mai qual'e' l'urinatoio e qual'e' il lavandino.


Giorno : 8-9-10
Storia di una passeggiata finita bene.

Visto che siete stati trascurati dal mio egoismo per alcuni giorni e, dato che percepisco il vostro desiderio di dettagli sgrammaticati, oggi mi esibiro' in una composizione letteraria piu' lunga del solito. Quindi se avete pazienza nel leggere bene, altrimenti fottetevi con simpatia. In questi giorni ho valutato se restare o meno giusto qu

alche giorno in piu' visto che questo e' il periodo migliore per trovare un buon lavoro. E anche vero che sono partito solo con uno zaino e trasferirsi qui di punto in bianco senza ponderare la decisione potrebbe essere un azzardo. Per quanto mi riguarda se in questi due giorni passati non avessi speso l'ira di Odino sarei sicuramente rimasto un altro mese. Tra l'altro ho lasciato i sentimenti a casa in Sardegna quindi vivo in un completo equilibrio tra caos e nichilismo. Ovviamente per motivi legali e per evitare intrighi internazionali, non posso rivelare i dettagli delle ultime 48 ore ma posso descrivere minuziosamente alcuni posti dove mi sono ritrovato per qualche motivo occulto. Sveglia alle 9:00 e colazione a casa all'inglese: pancetta e uova. Un' ora circa per lavarmi e cercare inutilmente di creare una sorta di itinerario. Visto che stavo solo perdendo tempo ho preso la prima corsa di Tube che ho trovato e mi sono allontanato il piu' possibile da Manor House. Cosi con un Overground mi sono trovato al capolinea nel profondo est di Londra. Dopo una breve ricognizione ho individuato un posto decente dove mangiare qualcosa di decente. Ma mi sbagliavo. Il peggior ristorante messicano della zona. L'unica cosa che mi ha lasciato (a parte un buco nel mio budget) e' stata una tremenda ed insaziabile sete che per due giorni non sono riuscito a calmare. Ho provato col la Lager, la Ale, con la Smooth, con la Weiss, nudda. Ogni sorso dissetante di birra era sublimato da un rutto al chili di carne. L'unica cosa che riusciva a distrarmi dal mio stato era un tizio di colore che suonava un videopoker. Qui c'e' poco da descrivere poiche' per circa 45 minuti non ha fatto letteralmente altro e senza buttarci dentro neanche un centesimo. Cosi, disgustato da chi sta meglio di me, per un pound ho messo 4 pezzi nel jukebox. Cold gin dei Kiss, School is out di Alice Cooper, The price dei Twisted Sisters, e Midlife crisis dei Faith no More. Finche' abbiamo ascoltato i primi tre pezzi tutto bene. Quando e' partita midlife crisis 3 cinquantenni seduti al bancone mi anno indicato parlando con la cameriere e visto che non ero in uno dei quartieri di Londra, fingendo di voler fumare mi sono dileguato come un ninja. Sicuramente ho frainteso la situazione, possibile. Ma non si sa mai. Dopo l'ennesimo bus scendo nei pressi di Mile End e Bow Church. In realta' stavo cercando qualche bel museo da visitare ma per quanto perseverassi in questa ricerca trovavo solo pub e roba da bere. Giuro. La cosa buona e' che da pub a pub trovi sempre qualche birra che non hai assaggiato quindi diciamo che una sorta di cultura in qualcosa la acquisisci comunque. Vi posso vagamente dire che ho trascorso la notte in alcuni locali della zona senza rendermi minimamente conto del tempo che passava. Erano le 2 del mattino e visto che la metro era chiusa e io non mi trovavo a Capo Testa ho optato per la soluzione piu logica (per me in quel momento). Camminare dritto puntando a nord. Ma mi sa che stavo andando a sud. Dopo ore (forse giorni) arrivai in una zona che aveva qualcosa di familiare e per qualche motivo mi tranquillizzai anche se non ero neanche a meta' strada. Lessi la via, hanbury street e pensai: Azz questa la conosco ma non so perche'. Pensai che forse era legata alla storia del punk o qualcosa tipo sulla seconda guerra mondiale. Ma non era cosi'. Mi stavo sbagliando di decenni. Un centinaio di anni prima della mia nascita, questa via conobbe il serial killer piu famoso della storia che terrorizzo' il quartiere di Whitechapel. Jack the Ripper. Preso atto di questo aumentai il passo ma la gente invece di guardarmi con aria inquietante (come la suggestione mi portava a pensare) si spostava perche' mi temeva e visto l'abbigliamento e la faccia ero sicuramente quello piu idoneo all'utilizzo di bisturi per scopi occulti.
Dopo essere uscito fuori dall'inferno e aver camminato per altre decine di minuti mi sono ritrovato a Manor House dove mi sono meritato una sana dormita. Il giorno seguente come direbbe mio cugino avevo la bocca cosi impastata che se pensavo di aver fatto un pompino a un cacato e senza contare che sul pavimento c'erano varie pietanze in semi-putrefazione. Un coinquilino che per errore ha aperto la stanza ancora non si e' ripreso e continua dal giorno a cibarsi di peli pubici invocando Confucio. Ora sono nell'ennesimo internet point dove un italiano a fianco a me parla con la madre e si lamenta che nell' internet point non c'e' il bagno e lui si sta cagando. Interessante come esperimento sociale. Vedere come ti comporti quando pensi che nessuno ti capisca. Ora vado a fare il turista ma senza soldi cosi non mi perdo per strada.
 
Giorno 11:
Undi ci, sei isciutu?

Non so se sono turchi o pachistani boh, cmq questo e' senza alcun dubbio il peggior internet point di londra. scrivero tutto minuscolo perche' tra caps lock e la lettera "a" della tastiera c'e' un capello riccio color ebano e mi vengono i brividi. ora ho notato un pelo di natura ignota tra la "h" e la "j" cercero' di non usarle. mi sono svegliato praticamente in
assetto da turista con macchina fotografica e mappa della metropolitana per una missione culturale. Posso dire tranquillamente ke il museo di lu brandali non a' niente da invidiare al britisc museum. ora mi accingo a prendere l'ennesimo autobus e avere sempre quella strana sensazione che ti fa credere di essere a olbia. devo dire che ci sono molte analogie poi magari scrivero qualcosa a proposito....un anteprima, forse sta per nascere un diario di barcellona...si iu sun...
 
Giorno 11 BIS: Non so da dove iniziare. Riassumero'.

Per fortuna questa volta c'e' solo una macchia di provenienza sconosciuta sul tasto con il numero quattro e un fazzolettino usato sotto lo schermo. Dopo una passeggiata nel centro ho avuto la felice idea di visitare la zona di tottenham court road e il parco di Soho. Trovo subito un grattacielo di un quarantina di piani e una scultura di Freddy Mer
cury alta un numero di metri compreso tra 3 e 5. Trovo subito un posto dove mangiare inglese ma mi attira un piccolo parco molto affollato. Lo attraverso e entro in un pub a bere un Guinness. All'interno c'era solo il personale. Tre ragazzi palestrati vestiti di nero. Pago e mi guardo attorno. Ogni locandina raffigurava addominali maschili scolpiti e i videoclip trasmessi non lasciavano nessun dubbio. Per carita' uno con il suo culo ci fa quello che vuole ma quando mi e' venuto in mente che all'ingresso sto coglione ha esordito con ''Oh..Wow'' be' ci sono rimasto male. Non e' professionale. Ho bevuto la mia birra in un minuto e mi sono diretto al pub inglese. Li potevo bere e mangiare. E l'ho fatto in abbondanza. Per digerire sono andato prima in un locale rock che era di strada e poi in un posto chiamato Intrepid Fox. All'inizio era tutto sotto controllo poi di colpo, non so il momento esatto, il Sig. Domenico Ogno si e' trasformato in Doddie. Pensavo di aver lasciato il mio alterego molesto a Santa Teresa invece il porco mi ha seguito. Quando mi sono svegliato sembrava essere esplosa una granata a frammentazione nella stanza. C'erano cannucce dappertutto, tappetini da bar, bicchieri e un centinaio di bustine di pepe e sale. I jeans completamente pieni di kechup come se me lo fossi spalmato addosso. Sono riuscito a ricostruire una parte della serata grazie alla macchina fotografica. In oltre Doddie e' riuscito a spendere in una notte piu di quanto Domenico ha speso in una settimana. Quando torno giuro che vado in terapia. Diario Samarcanda.

Giorno 12: Un po di sole.

E' la prima volta che vedo il sole a Londra. In certi momenti e' anche caldo ma viene annientato a intermittenza da masse nuvolose dense come il piombo. Ho appena tolto un pelo dalla tastiera dell'internet point e sto per organizzarmi la valigia. Dopo sei ore di sonno sono pronto alla partenza. Bilancio finale: Se non fosse per il tedesco Berlino vs Londra= 10 a zero per
Berlino. Esempio: La metro di Londra e' la seconda per lunghezza al mondo. Quella di Berlino e' diciannovesima e non capisco perche' chiude solo 2 ore su 24. Qui chiude da mezzanotte alle 6. Questo vuol dire che uno stronzo come me che deve essere alle 6 in aeroporto deve barbonare per ore. In realta' invece di perfezionare l'inglese sto imparando il turco anche se in quest'internet point, ogni volta che vengo, c'e' sto romano de roma che parla o con la tipa o con la mamma con frasi tipo: "nu me scrive ste robe sdolcinate su facebook che me viene a tristezza" oppure "A Ma'...me ne vojo anda'", boh, non so scrivere in italiano figuriamoci in romanico. Ma a me non me ne fotte un cazzo. Solo che urla quando parla e non riesco a concentrarmi sulla scrittura. Dicevo, ho trovato su una spece di ebay inglese (cercando una stanza) un paracadute. 60£. Siccome ho voglia domattina di andare a giocare a Soft Air, stavo pensando che se riesco a prendere il posto vicino alla porta d'emergenza posso lanciarmi quando passiamo sulle bocche. In perfetto orario per l'allenamento. Ora vedo. Tanto non e' che per un po' di decompressione precipita un aereo? Oh no?
 
Giorno 13: Un viaggio nel tempo.

Tempo fa ho provato un esperienza simile al viaggio nel tempo. Simile per usare un eufemismo. Sono andato in una pagina web dove puoi inviare un email a te stesso ma in una data da decidere nel futuro. Cioe' puoi scrivere dal passato al te nel futuro. Diciamo non e' stata un esperienza molto emozionante ma e' la cosa piu vicina ad un esperienza tipo viaggio nel t
empo. Oggi cambia l'ora. Alle 3 devo mettere indietro la lancetta. Visto che sto aspettando che apra il Gate alle 6:00 questa e' una grande notizia. Allo stesso tempo pero' devo mettere le lancette avanti perche' cambia il fuso orario quindi prima torno in dietro nel tempo e poi ritorno al punto giusto. E' corretto? Mi sono gia perso. E' tutta la sera che ci rifletto ma non ne vengo a capo. Poi il fatto che il pianeta ruota comunque in senso opposto alla traiettoria dell'aereo comporta un ulteriore elemento di disturbo in questo ragionamento. Non so se ne verro' a capo. Ho comunque sei ore per pensarci. Se riesco ve lo faccio sapere per tempo.
 
Giorno 13 Bis: Che palle.

Ho provato a dormire in quest'aeroporto ma e' impossibile. Una tizia che dormiva nelle potroncina di fianco alle mie si e' svegliata urlando e il tipo di fronte russa che neanche per le balle. Come se fosse abituato a dormire in posti affollati e rumorosi. Boh. Soprattutto questa dove mi trovo adesso e' la postazione internet piu economica dell'europa intera. 6 pound all
' ora, quasi venti mila lire del vecchio conio. Vuol dire che se mi volessi guardare un film su youtube dovrei pagare 12 sterline. Il prezzo di un volo da qui per Marakesh. Devo dire che e' molto conveniente. Ora cerchero' di perdere tempo in vari modi tanto mi sa che dopo st'oretta di sonno appena trascorsa e' il massimo che posso pretendere. Riposero' a casa con la migliore ninna nanna del mondo. Il rumore delle onde di Rena Bianca. Is not snail pill.
 
 
Giorno 13 tris: L'impero colpisce a suora.

Quando sono entrato nel gate l'aeroporto tutto il contesto e' cambiato. E' stranamente popolato e devo dire che a Gateway c'e' un ottimo pub dove servono birra anche alle 5 del mattino e fanno la migliore english english breakfast che ho mai mangiato (a parte ovviamente quella cucinata da me). L'unica cosa che non capisco sono sti fagioli mezzi dolci. Ma
perche'??? sembrano quei fagioletti che di facevi a 17 anni quando tornavi con il munchies a domo senza sapere esattamente cosa fosse una padella. E poi...Gian Mà... mi spieghi cosa cazzo sono quei dischi impanati a forma di sofficino tondo? Non sono riuscito ancora a capirlo. Ho ancora mezz'ora di tempo. Credo che la Guinness mi fara trascorrere un viaggio piu rilassato. Non e' questa parte che mi preoccupa. Ormai Londra e' domata. E' l'arrivo in Sardegna che mi terrorizza. Trent'anni che conosco sta terra e non sono ancora riuscito a capirla. Figuriamoci se capisco l'ARTS e le logiche che utilizzano per concepire i trasporti. Resta per me tuttora un mistero.
  
Giorno 14: La mela di Odessa.

Certo che per capire che la Sardegna è un posto incantevole basta vederla dall'alto. Per osservare le dinamiche delle condizioni atmosferiche e per conoscere l'arroganza del maestrale invece, bisogna atterrarci in aereo in una giornata come questa. All'inizio appena l'isola ha iniziato a rivelarsi tra le nubi la frase che si sentiva di più era "Oh my God, look.. it's
beautiful", poi pero in fase di atterraggio la frase è diventata "Oh my God!!" e basta. A me viene da ridere quando l'aereo sbanda perchè dev'essere un modo togo di morire. Sempre meglio di morire affogato dalla merda del depuratore e di riu muzzeddu messi insieme mentre sei in vacanza al centro benessere al porto. Tuttavia l'atterragio è stato morbido e i soliti due sardi pastori anzi, pardon (non voglio offendere un mestiere che adoro e gusto da una vita) i soliti sardi ignoranti del cazzo hanno fatto partire l'applauso. Non c'è nulla di male, certo, peccato però che nessuno gli ha spiegato che l'atterraggio non è facoltativo ma obbligatorio. Visibilmente infastidito scendo dall'aereo e cerco un bus. Com mia sorpresa dopo un minuto e' arrivato il bus della turmotravel diretto a Santa. E qui scatta la mia chiaroveggenza. Qualcosa doveva succedere. Abituato ormai al clima di Londra ero in pullmann in maglietta mentre gli altri passeggeri durante il viaggio si stavano lamentando per il freddo. Uno in particolare, un quasi sessantenne con un forte accento torinese, diceva all'autista che stava sbagliando il modo in cui erogava l'aria calda. Nel frattempo un pezzo di una sorta di plafoniera lunga 2 metri attaccata al soffitto dell autobus si stacca e scende in testa a una signorina (Vedi foto). Ma l'ho rimessa apposto io e l'autista non ha detto manco bah. Intanto sto vecchio che diceva: "Metta l'antigelo" oppure "Chiuda l'aria che viene dal basso" insomma, in cacacazzo. Dopo 5 minuti che questo parlava all'autista e quello sbandava per rispondere ho scoperto che Doddie non si manifesta solo quando bevo ma proprio quando sono girato di coglioni. "HO LA SMETTE SUBITO DI PARLARE ALL'AUTISTA O LA FACCIO SCENDERE DALL'AUTOBUS IO". Poi ho preso il giubbotto e l'ho tirato per terra tra il mio e io suo sedile invitandolo a indossarlo se aveva ancora freddo. Il tono, gli occhi in sangue e il grado di esaurimento hanno fatto proseguire il viaggio in serenità caratterizzata da un silenzio innaturale. Al mio arrivo Santa Teresa indemoniata dal maltempo. Le condizioni atmosferiche che preferisco. Mio zio mi ha visto e come nella cassetta di Benito Urgu vedendomi sotto casa con lo zaino mi ha detto: Cosa stai, partendo?. Grazie Zi ti sono sicuramente mancato molto.
 
p.s.
 
Dopo aver usufruito della seconda metropolitana del mondo e del sistema di trasporti piu organizzato d'europa ecco cosa trovi quando arrivi in Sardegna. Pullmann con i vetri che filtrano acqua dai finestrini, i filtri dell'aria saturi di polvere, riscaldamenti che non funzionano e ovviamente pezzi di plastica che ti cadono in testa. Quei camion nepalesi in legno e le strade dell'Himalaya a mio avviso sono piu sicuri.
 
 
IL DIARIO DI MONACO: Unica pagina ritrovata

Giorno 6: Un dolce ma triste ricordo.

Dopo sei giorni di stretta collaborazione con l'alcolista di Treviso (chiedo scusa a tutti i veneti specialmente alla mia dolce e cara amica Alessia) e tentando inutilmente (seguendo le sue pseudo-spiegazioni condite di bestemmie) di fare una pizza decente, oggi, è bastato semplicemete passare 10 minuti con Luciana che subito mi è uscita una pizza perfetta. T
almente perfetta che dopo quella ne ho fatto almento altre trenta. Arrivavano comande una dietro l'altra. Stendevo la pasta, condivo, infornavo e sfornavo, stendevo la pasta, condivo, infornavo e sfornavo, stendevo la pasta, condivo, infornavo e sfornavo e tra un infornata e l'altra mi è scesa una lacrima. Sul momento non capivo per quale motivo mi fosse accaduta una cosa del genere ma è bastato un attimo per materializzare nella mia mente la risposta. Era tutto cosi familiare, quell'odore, quel calore, quei movimenti. Era quello che sin da piccolo ho visto fare (e ho fatto) nel panificio di mia zia, scomparsa da pochi giorni. Il mio racconto di oggi è dedicato a Lei, alla sua vita passata a lavorare per poi lasciare questa terra nella più estrema sofferenza. Chi ha piu di 25 anni si ricorderà le focacce e le canestre che accompagnavano le nostre ricreazioni a scuola, profumi e sapori che ormai sono perduti per sempre. Mentre lavoro e penso di essere stanco ripenso ai sacrifici fatti da tutta la mia famiglia per dare a me una vita dignitosa. Non potrò in alcun modo ringraziarli abbastanza per tutto questo, se non continuando a impastare farina per continuare la tradizione. L'ultima cosa che mi ha detto prima di lasciarci non la dimenticherò finche campo:" Fiddò, non lavorare per accumulare denaro ma per vivere la vita giorno per giorno. Se guadagni 10€ mangiati e beviti 10€ perchè alla fine passi una vita a lavorare e poi ti ritrovi solo in un letto aspettando che la vita stessa ti abbandoni". Un poeta diceva:"Quando si muore si muore soli". Ora so cosa intendeva dire. Scusate per questo ricordo poco pertinente e scusatemi ulteriormente se a differenza del diario di Berlino (dove lo stile era molto più libertino), in queste pagine c'è un po di malinconia ma, l'unico modo che ho per esorcizzarla è descriverne le sfaccettature. Domani vi racconterò una storia da film che ha vissuto il mio collega Fabio e ricomincerò con le parlolacce e tutto il resto. Gute Nacht meine lieben Freunde!
IL DIARIO DI BERLINO

TUTTO COMINCIO' CON FABIO CAREDDU (Modello, cantautore, pittore, scultore, cultore, filosofo, antisavianista convinto)

Giorno zero:
All'inizio fu il verbo, anzi fu aggettivo. Si, leggevo Giobbe Covatta e allora?

Carissimo Fabio Careddu da Porcaro, non vorrei disturbarti mentre voli con il tuo kite per i cieli della Gallura. Vorrei solo farti notare alcune cosine. Tale elenco verrä affrontato con gioia e ilarita': insomma prendiamola a ridere. E´ cominciato tutto a Gennaio uno dei periodi piü felici della nostra vita. Per quanto mi riguarda avevo appena finito la mia casa, uscivo con una ragazza bellissima e avevo un lavoretto modesto ma stabile. Ed ecco che arriva lui Fabio Careddu, l'imprenditore italo-svizzero che promette fortuna a Berlino. "Penso a tutto io..." diceva oppure "Dai partiamo ho i soldi anche da anticipare..." in una fase acuta del suo delirio propose addirittura di partire a Febbraio. Poi dice: "Prendo la casa...vado da solo un weekend e torno, tranquilli, tutto il 24 ore...". Ma le settimane passavano e non si vedevano neanche le foto della casa. Cosi io e Paolo Sardo ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo trovato un contatto e il buon Fabio premeditando il pacco imminente prende sta casa in culo al mondo con splendida vista su centrale nucleare...non vi dico cosa abbiamo passato per far fare il bonifico...le ricerche sul viaggio si riducevano a ilaranti serate su facebook spesso caratterizzate da un reciproco scambio di insulti...e dice che le ha fatte tre o quattro ricerche su facebook spesso dal 1993 in su...poi parti e' tutto apposto e ovviamente maccione della zona industriale non parte forse perche' il distacco dai suoi conigli e' insopportabile. Alla fine a Berlino ci siamo io e il mio collega. Ci hai preso una casa affanculo dove non parlano inglese e io e quest'altro disperato non parliamo tedesco e presto resteremo senza casa. Ci hai messo la fretta per partire, e partendo abbiamo perso dei guadagni importanti, per quanto mi riguarda ho perso ragazza, 2 lavori e anche un po' di autostima. Grazie Fabio Grazie grandissimo.
P.S.
Grazie per averci bloccato la chat di facebook e cilca di rispundi a chissu telefono, fatti magari una bedda camomilla prima di rispundi cussi nu ti eni l'ansia.Questo e' solo l'inizio.

Giorno 9:
Ilarità.

Sto pensando che sono in un internet point pieno di arabi che urlano e scorreggiano a bestia...Trovato lavoro...barista da Hapu...one shot one kill. Cioe', nel primo posto dove sono andato ho chiesto e mi hanno preso. Ci ulia abbeddu??? Sto pensando che in quest'internet point di questi del medioriente c'e un bell´ambientino familiare mi ricorda quel bar-internet point che c'e vicino pappa e ciccia a Santa Teresa...l'odore e' caratteristico e credo che scorreggino in segno di rispetto poi balli e urla disumane...in questo momento uno tizio qui di fianco stava per implodere in un suo rutto....per non parlare dei telefoni rubai esposti in vendita a straccu baratto. La cosa positiva e che e' aperto 24/7 quindi birrette sigarette e porcherie sempre a disposizione....c'e anche il bagno ma non oso pensare cosa ci possa vivere li dentro. Alla musica bisognerebbe dedicare un capitolo a parte...mi girano i coglioni come due dervisches tourners che girano sulla sedia consumandola....loro ballano la musica orgogliosi con le braccia alzate fieri della loro cultura...ma non hanno una casa? Quando lavoravo in panificio non portavo il pane ai turisti cantando a tenore o ballando lo scottis...e che cazzo....salam un cazzu...con questo non voglio sembrare razzista ma proprio dichiarare al mondo la mia intolleranza piu totale...sara una guerra santa di scorregge e rutti....non sanno con chi hanno a che fare...

Giorno 10:
Strani odori

Sto pensando che se non ci mettono internet a casa dovrö passare il tempo a rimuovere l'odore si scorreggie arabiche dai miei vestiti. E' comunque bello uscire e trovare gente diversa ma spesso la lingua puo creare problemi. Esempio: quando ti offrono roba che non sai cos'e´ e scopri con disgusto che e' un aborto di bloody mary ma ti piace. Poi sei obbligato a parlare francese e dici grazie alla Prof.ssa Monti che ti faceva copiare 100 volte gli errori in francese, credi sia tutto sotto controllo ma dopo il terzo shot ti rendi conto che stai parlando un Esperanto non esattamente pianificato. Ora la situazione nell´internet point si sta facendo calda credo che si stiano scambiando delle maledizioni in arabo il tutto decorato da un bambino posseduto che piange da una carrozzina e da un tizio dietro di me che si sta guardando un video su youporn con il volume a manetta e fa versi...eccolo ora il propietario ci canta una canzoncina araba aaahhh perfetto...devo dire oggettivamente ha anche una bella voce ma dalla lingua sembra semplicemente che ha mal di pancia. Oggi sono andato a correre attorno alla centrale nucleare, ho calcolato che se faccio 8 km al giorno nel giro di sei mesi diventero' un xman. I miei compagni di merende sono a casa a fare impacchi di giaccio sulla minchia perche´ hanno degli impulsi incontrollabili. Poi devono andare dal parrucchiere perche´ uno in particolare ha bisogno di un gel speciale dalle doti miracolose. Ora sono arrivati a cacare il cazzo all´internet point non li sopporto piu ne loro ne gli arabi me ne vado a casa cosi mi godo un po di silenzio a casa. Au revoir.

Giorno 11:
Che figata di serata...

Mi capitava spesso di ascoltare a fine serata quella bellissima canzone del grande Lorenzo Cherubini che fa..."che figata di serata... che figata di serata" credo che il titolo sia "Che figata di serata". Sono contento di finire le serate con altra musica spesso proposta dal vivo nei vagoni della metro di Berlino. In oltre mi sto facendo anche una cultura sulla musica del medioriente e di robbaccia cinese. Per questo motivo ho bisogno di una dose massiccia di metallo e ci spareremo Slash e i Mötley Crüe a la faccia di ca ci ho mali. Mentre scrivo queste parole la dolce musichina araba che esce dalle casse viene sovrastata da un rutto disumano proveniente dalla postazione internet davanti alla mia. Era un rutto di coca cola sicuramente. Lo deduco dalla forza, dalla consistenza e dalla bottiglietta che ha il tipo vicino al pc. Un altro ride al telefono...ride ...ride..ah ah ah...come diceva un tale, una risata vi seppellirä. Avrei bisogno di una persona che mi avverta quando la mia iperbole ragginge livelli allarmanti...questo e' il famoso stress da cittä. Andro' a correre alla centrale nucleare per continuare il mio progetto xman e dopo una bella corsetta un po di relax in sauna. Qui ci sono saune molto accoglienti.

Giorno 11 bis:
Dettagli

Ho scordato il ritorno nella metro. Un ragazzo visibilmente ubriaco dormiva seduto al centro fra due poltroncine oscillando pericolosamente ad ogni curva. Tutto sembrava sotto controllo e la cosa ci divertiva molto. Ad un certo punto, in un tratto di strada dove le curve erano piu presenti, come il treno svolta a sinistra il tipo vola letteralmente ancora addormentato sul vetro con la testa e spara una testata cosi forte che sveglia tutta la carrozza...ma non sveglia se stesso anzi al contrario probabilmente perde i sensi e continua a dormire. Chissa per quanto...probabilmente e' ancora li che viaggia da un capolinea all'altro con un ottimo trauma cranico. Noi gia non lo abbiamo svegliato.

Giorno 13:
Giornata tipo.

Ore 10:30. Svegliato da peti e da un orribile tanfo di piedi mi preparo un disgustoso caffe' tedesco e me lo gusto seduto nel nostro splendido terrazzo con vista su centrale nucleare. I donouts qui non mancano mai e con il mio colore giallognolo ricordo il personaggio di una fortunata serie di cartoni animati. Gli altri due tizi che dormono con me in questa sorta di scatoletta di tonno sono ancora collassati. Ieri giornata tosta. Cosi mi faccio una corsetta verso la centrale nucleare e ritorno per pranzo, mi faccio la doccia, ma a casa non c'e nessuno. Su un biglietto sul tavolo c'e' scritto: "Siamo dal mio parrucchiere a Frankfurten Tor". Il mio parrucchiere? Boh... Preparo il pranzo. Leggero. Niente birra. Caffe'. Che si fa' esco a chiedere un lavoro di riserva? Ma si. Passo da Omar all'internet point. Omar e' l'uomo che non dorme mai. E' qui dalla mattina alla sera fino alla notte. Credo che abbia una brandina sotto il bancone. Sicuramente io non gli sto molto simpatico, infatti, mi da sempre il pc n°14. Quello vicino al cesso. Torno a casa ma non trovo nessuno. Che bello. Ormai restano in giro. A me non va. Io sto bene qui. Perche' se il mio uccello avesse una voce canterebbe l'hallejulia di Jeff Buckley: "Baby sono già stato qui ho visto questa stanza e ho camminato su questo pavimento ero solito vivere da solo prima di conoscerti ho visto la tua bandiera sull'arco di marmo ma l'amore non è una marcia di vittoria è un freddo e un grave Hallelujah" ecc... ecc...Ogni tanto perdo il filo del discorso ma chi se ne frega tanto chi lo leggerä? Vorrei raccontarvi i dettagli piü spregevoli della mia anima ma potrebbero essere usati contro di me in tribunale.Mi arriva un messaggio Rockfeller e Onassis hanno prenotato all'cocktail resturant italiano al centro. E beh dopo il parrucchiere e' l'ideale. Io preferirei una sauna. In ogni caso spendere soldi durante la settimana mi sembra un azzardo ma c'e' chi puo'. Io non posso. Non mi manca niente qui anche se beh....si in effetti qualcosa c'e'...in effetti pensandoci bene...mi manchi tu...quel tuo sguardo che parla, quella camminata buffa e quel tuo modo di sbavare che mi rende felice...il tuo pelo, la tua coda...ciao Lilith.

Giorno 14:
40 euro di multa.

NO COMMENT
(Avete pagato questa pagina quindi è giusto che sappiate che in Germania sono una sorta di criminale perché sono stato fermato senza biglietto nella U-Bahn)

Giorno 15:
Addio internet point.

A grande richiesta la foto dal terrazzo con meravigliosa vista radioattiva. Ora che abbiamo internet a casa Amed e' disperato. Aveva anche comprato dei computer nuovi (comperati da noi). Ora la notte quando mi affaccio al terrazzo vedo lui sulla porta che con una torcia mi fa dei segnali morse luminosi che mi invitano al negozio. Meglio passare almeno a comprare le sigarette. Meglio non mettersi contro la mafia di siemensdamm. La longevità e il miscuglio delle razze sono l'argomento caldo del giorno. In effetti la longevità dei sardi e studiata da decenni ma il miscuglio delle razze non lo sopporto. Non è che non farei un figlio con la figlia di Amed che e' una gran gnocca ma quando a Berlino il dibattito confluisce nel nazismo e nell'antisemitismo io mi dissocio geneticamente. Temi caldi per cappelle roventi come diceva Wincheslau. "Se non sei circonciso non ti danno neanche da coddare". Frasi di questo livello mi fanno pensare ad un futuro migliore. Solo Doddie Solo può dare una risposta. Loro sono veramente il popolo eletto? Non riesco ne a scrivere oltre ne a riflettere su quello che sto scrivendo...presto capirete perchè...un dibattito stile puzzle o minestrone findus. Arriverà un video con il dibattito integrale.

Giorno 16:
tensione

Avrei voluto scrivere l'ennesima nota sul tipo dell'internet point ma oggi sono troppo teso per concentrarmi. Domani ho la prova da Hapu e se va bene avrö il lavoro davanti casa. Da Maggio probabilmente sarö da solo a casa. Eh si devo dire che mi mancheranno i miei due coinquilini. Mi mancheranno le montagne di piatti e di stoviglie utilizzate da Fabio Careddu per cucinare tre piatti pasta. O quel'odore "bistinu" che si sprigiona nelle ore piu calde della giornata. O essere svegliato nel cuore della notte da discorsi deliranti su facebook e gioco di squadra. Mi mancheranno anche gli alimenti consumati ad ogni ora del giorno che rilasciavano (dal sacchetto prima e dal retto dopo) quel bellissimo aroma esotico misto a calze sporche che caratterizzava il nostro soggiorno. Mi mancherä la dipendenza da facebook di Paolo Sardo. Il metodo che utilizziamo per poterci impadronire del pc e degno di Bear Grylls Tex Grylls,fate voi. Quando lui e al pc attiriamo la sua attenzione con un kebab, lui si alza segue la scia del profumo fino in bagno dove poi chiudiamo la porta e per dieci minuti possiamo usare internet. Mi mancheranno i discorsi inconcludenti da un ora e mezza, le uova fritte alle 5 del mattino, le flessioni pomeridiane, le figure di merda, la cucina sana all'acqua di Careddu e tornare a casa e dare una carezza ai propri figli. Ora vado perche' la musica araba mi sta trasformando in Jack di Shining. Scusate ma non e' quella tradizionale....e' tipo techno.

Giorno 17:
Che dire?

Cominciare a lavorare il giorno 17 può creare dei problemi legati al folclore della superstizione ma personalmente finche mi pagano me ne fotto altamente. Bell'ambiente, bella clientela e lavoro super leicht. Das leichtheit nasce dall'approssimazione dei tedeschi in molte cose, specie nella cucina italiana. Se hai combattuto dietro alle trincee del bancone del Groove corto l'ignoranza estiva teresina e le pretese assurde degli indigeni, puoi tranquillamente affrontare un lavoro del genere. Primo è il bar di un ristorante quindi non hai il contatto con i clienti e secondo il tuo principale non è ...vabbè lasciamo perdere che sono appena uscito da un processo per diffamazione attraverso mezzo stampa. Facebook se non lo sapevate è un mezzo stampa quindi attenti. Lo chef è indiano e non si chiama Hapu ovviamente ma bensì Salvatore, non mi chiedete perché. L'aiuto cuoco si chiama Alad. Non è Iracheno ma io lo chiamo Aladì come il personaggio delle mille e una notte. C'è anche Sherazade ma non è esattamente l'icona erotica descritta nel libro. Poi c'è Gaetano unico italiano siculo che qui in mezzo ai celti sta sicuro certamente (cit. Guzzanti). Sarà il mio Virgilio in questa delirante esperienza. Mi hannno detto che vogliono mandare via il tipo che c'era al bar al mio posto. Ora è in ferie. Credo che mi prenderanno visto che Gaetano mi ha fatto l'occhiolino. Non mi sorprende. Mi hanno visto pulire la macchina del caffè a fine serata e mi hanno detto che lui non lo faceva mai. Diesse bonu chissu caffè.

Giorno 18:
apri il c*lo che ti f?tto.

Oggi ho scoperto che il ragazzo che c'era prima di me rubava e per quello è stato mandato via. Ho chiesto di dove fosse e mi ha detto lo chef: "E' sardo!". "Aah e di dove?". "Isola di S.Pietro". "A ecco perchè.. se è Tabarcino non è sardo". Lo staff e il lavoro sono molto approssimativi e io nell'approsimazione ci sguazzo. Pensate che ho scritto la tesi di laurea in tre settimane. Sarò approssimativo? Ieri ci ha fatto visita dal retrobottega un venditore ambulante di roba rubata ma io che sono contro la ricettazione ho rifiutato un Iphone a 150€. Sicuramente con quei soldi si sarebbe comprato la droga e questo a me non va bene. Se poi volete sapere cosa bevono i clienti beh, mettetevi comodi perchè potreste sentirvi male. C'è per esempio lo "Spezi" meta coca cola e meta fanta, che senso ha non lo so. Poi c'è "l'Apfelschorle" meta succo di mela e meta acqua frizzante. Poi c'è "Fassbrause" che è alla spina come la birra ma è alla mela e analcolico. E poi caffelatte e pizza, cappuccino e omelette ecc...ecc...Oggi Sherazade mi voleva insegnare come fare il cappuccino e come montare il latte. Io l'ho fatta fare. Anche se è un cesso non voglio ferire la sua sensibilità. Ho fatto piu cappuccini io in 2 stagioni che lei in tutta la sua misera vita che, per quanto valga, resta sempre una lontana forma di esistenza. Un mio collega partenopeo mi ha detto che Biagio Antonacci ha una bella voce e ai tedeschi piace. Riuscite a capire come gira il mondo? Questa cosa mi ha fatto passare l'appetito, ascolterò i Rammstein cosi mi rilasso e memorizzo qualche frase nuova. L'ultima che ho imparato è questa:

Ich bin in Hitze schon seit Tagen, So werd ich mir ein Kahlwild jagen...che significa:
Sono in calore già da giorni Così caccerò una femmina di cervo.

Eh lo so i testi dei Rammstein non sono il massimo ma meddu cussu che nudda.

Giorno 19:
 Rage aginst the indians

Brutti zaccaddosi, puzzinosi salva vacche dei miei coglioni. Tortellini cotti ore prima in cassette di plastica per la frutta. Bicchieri lavati in acqua putrida. Pietanze riciclate. Carbonara con panna e speck. Qualunque vino tra i dieci a scelta è sempre lo stesso cioè una sorta di brodaglia di solfiti. Piatti scrostati a unghie. Macchina del caffè no comment. Nel retrobottega c'è un mercato di roba rubata. Clientela brutta. Stato di conservazione degli alimenti: pessimo. E questi sono i lati positivi. Il lato negativo e che finiti i giorni di prova si è parlato di contratto e di soldi. Non so se i contratti in Germania siano flessibili come in Italia, in ogni caso un eccessiva flessibilità in certi contesti può portare inevitabilmente alla sodomia da parte dei datori di lavoro. Penso che tutti abbiamo accettato lavori più o meno redditizi, ognuno in base alle proprie esigenze e alle proprie attitudini. Ma quando mi ha detto ti posso dare 700€ non sono riuscito a non ridergli in faccia. "Ah Ah Ah...quindi lei mi vorrebbe dare tipo 3 euro all'ora? Ah Ah ahaaahha". "Domani passo a prendermi i soldi lavorati, grazie e arrivederci".
Cioè se non chiedevo niente Salvatore l'indiano, da buon indiano, avrebbe fatto l'indiano. Ecco chi mi ricorda. Peter Sellers in Hollywood Party. Uguale. Se non l'avete visto ve lo linko dappertutto. Dopo essermi licenziato da quel posto posso solo trovare un posto migliore. Domani vado in centro che c'è una clientela decisamente migliore. Male che vada ho trovato una chitarra a pochi spiccioli. Posso suonare nella metro. Qui è normale.


Giorno 22:
Fuck me tonight, love me tomorrow.

Prima o poi doveva capitare di uscire da solo anche se in pratica non sei mai solo perchè è inevitabile fare la cononoscenza di qualcuno. Il primo è stato un ragazzo probabilmente schizofrenico che faceva l'usciere (o l'uscito) nel vagone della metro. Mi ha fatto accomodare e ha allietato il mio viaggio con urla disumane e bava colante. A pochi metri dalla fermata Ubahn di Rosa-Luxemburg Pl. c'è il White Trash. Sembrava che il locale fosse proprio li in attesa ad aspettarmi. Su tre livelli, studio di tattoo, Franziskeiner alla spina, cucina aperta fino all'una e musica dal vivo. Li ho conosciuto diverse persone ma quella più significativa è Torn. Mi ha detto di chiamarsi così. E' il factotum del locale. 1,50, codino brizzolato, pizzetto, cara di tedescu. Mi ha mostrato la parte del locale chiusa dove fanno i concerti. Il backstage dove ha passato le sue ore malsane Lemmy prima di esibirsi. Un pezzo di storia di Berlino. Nel bagno del backstage una frase tra le altre le racchiude tutte: "Fuck me tonight...love me tomorrow". Che belle parole. Alla fine del concerto preso dall'entusiasmo ho deciso di camminare da Berlino est a Berlino ovest per circa 20 km e grazie al mio misterioso orientamento sono riuscito a tornare a casa dopo piu di due ore. Ho scoperto che a pochi chilometri da casa c'è un bosco enorme che è attraversato dalla strada principale che porta verso la nostra zona. Attraversandolo mi sono imbattuto in orribili scoiattoli e molte lepri. Loro non sanno che ho il vino bianco e le olive a casa quindi sono inconsapevoli di essere un'ottima riserva di cibo. Finalmente Onassis e Rockfeller sono tornati in terra sarda e io sono distrutto. Gia sento la nostalgia. Quanto mi dispiace. La casa improvvisamente si è dilatata. Quella che prima era una scatoletta di tonno ora è diventata l'abitazione ideale per un essere umano. Basta con wustel a ogni ora e cucina all'acqua. Basta con flessioni e brandina tipo caserma. Basta con lunghi riposini pomeridiani e film di sottofondo per dormire. Devo chiedere lavoro in una gelateria. Niente contro le gelaterie ma io con il cappellino che parlo tedesco non sarei credibile. Ma spesso la possibilità di ritornare a Santa Teresa ti spinge a fare delle cose incredibili.

Giorno 24:
Piccole differenze

Dieci metri dopo il "White Trash" c'è un locale che si chiama "The Last Cattedral". In pratica il clone tedesco del "Transilvania" di Bologna solo che questo era molto più piccolo. Un doppio whiskey 10 euro. Metallari di merda. Certo ho preso quello che costava di più ma dai...troviamo un compromesso. Nel momento in cui ho appoggiato il culo allo sgabello del bancone mi hanno messo i Rammstein e si sono salvati in calcio d'angolo. Alla destra del bancone dietro il dj una discreta pista da ballo. Un individuo con lenti a contatto bianche e giubbotto in pelle nero smanicato ci intratteneva da solo in pista con delle incredibili e rivoltanti coreografie molto simili alle serie di combinazioni al sacco nella box, ma senza alternarle. Ripetendole all'infinito. Uno schifo. Il metal dovrebbe torturare queste persone. Nel mentre ho conosciuto un tizio con una giraffa di birra da tre litri e il bicchiere in mano. Un personal di birra. Voi direte già non era un fisico nucleare. Certo che no. Peggio era un medico. Parlava benissimo l'italiano. Meglio di me. In Italia un laureato in scultura è equiparato a un lavapiatti, nientre contro la maestria della lavastoviglie ma è così. Qui se dici che sei uno scultore ti guardano come un dio perche sei una cosa rara, non comune. A tutte le persone che ho conosciuto mi hanno chiesto il numero perchè evidentemente l'arte oltre che essere più apprezzata è anche richiesta. Forse in futuro può essere un ottima risorsa ma per ora preferisco fare cappuccini. Dopo la chiaccherata e la performance del metallaro ballerino, ormai disgustato, mi sposto al "White Trash" ingresso 6 euro e due sale aperte piano superiore musica dal vivo e piano inferiore dj. Vado al piano inferiore. Mi accoglie una musica famigliare. Sono i Cure. Parcheggio la giacca e mi dirigo in pista. Dopo mezz'ora conosco tre spagnole che devono avermi messo qualcosa nel whiskey perchè sono l'ultimo ricordo che ho. Non posso neanche dire che risparmio carta perchè qui è tutto virtuale. Comunque ho trovato un numero scritto in tasca oltre ad aver realizzato che ho speso 80 euro. Devo avere una sorta di navigatore satellitare interno perchè non riesco a capire come ho fatto a tornare a casa. Dovete sapere che ho un disturbo bipolare della personalità. Quando mi avete visto minacciare, urlare o altro, quello non ero io era Doddie. Domenico è sempre in conflitto con Doddie perchè quest'ultimo combina sempre casini anche se ieri si è comportato bene e mi ha accompagnato a casa. Ora che sapete questo mio segreto vi saranno chiare molte cose, l'unica cosa che non mi è chiara è questa: Perchè mi sono svegliato con in tasca un proiettile?

Giorno 26:
Che notte quella notte...
( A grande richiesta continuo il diario che, dopo il rimpatrio dei miei coinquilini, non avevo più intenzione di continuare perchè pensavo di perdere la metà delle mie fonti di ispirazione ma evidentemente non è cosi.)

"Che notte, che notte quella notte". Quando l'ho cantata al provino per la tv mi hanno detto: le faremo sapere. Se la cantate in un bar karaoke a Berlino...beh...può succedere di tutto. Il bar si chiama Bei Otto e si trova a poche centinaia di metri a sud di Postdammer plaz. Otto è un vecchio tedesco con la pancia disumana e una barba fatta di api. All'interno foto de "La dolce vita" di Fellini e altri classici del cinema Italiano e internazionale. Sopra il bancone una stampa gigantesca tratta dal film "Il grande dittatore" dove Charlie Chaplin scimmiottando Hitler gioca con il mondo. A mio avviso di pessimo gusto in un bar di Berlino. Mi sono ricordato di avere nel walkman la base di "Che Notte" da quando ho fatto il provino ed ero abbastanza sicuro di non sgarrare il testo. In ogni caso avrei anche potuto cantare a insulti tanto non avrebbero capito nulla. Ho scoperto che la musica italiana in Tedeschia è apprezzata veramente. Tra la mondezza italiana (pausini, ramazzotti e company ,scritti minuscolo volontariamente) ho trovato De Andrè, PFM e Litfiba nella cartella degli artisti internazionali. Ma io non avevo dubbi dovevo cantare "Che notte". Collegato il walkman al mixer mi danno il microfono in mano. Chiamatelo sangue freddo o faccia di culo, ero spaventosamente a mio agio sul palchetto messo a posta per l'esibizione. Ah molto importante. Dovete sapere che il karaoke qui funziona come nel resto del mondo cioè ti mettono da solo o in coppia su un palchetto e canti UNA canzone davanti agli altri clienti. Non come a Santa Teresa che sei dentro ad una crina di bestie che lottano per il microfono, cercano di colonizzarlo e cantano sui pezzi degli altri stonandoli, inventandosi le parole confusi tra l'anonimato della ressa. Non si riesce mai a cogliere il senso delle cose. Dicevo, ero sul palchetto ed è partita la base e sono partito in automatico senza sgarrarmi una strofa o un attacco. Finosco l'ultima strofa con un "Vielen Dank"(tipo mille grazie). Tre lunghissimi secondi di silenzio e poi non so se per merito o per pietà tutto il locale ha applaudito di gusto quest'insolita esibizione regalandomi il mio primo applauso internazionale. Soddisfatto della mia performance mi dirigo a piedi al Cassiopeia (e vi assicuro che non era a due passi), discoteca multisale che mi riporta nel mio solito anonimato. Mi bevo due Vodka e vado via. Sarà perchè non è il mio ambiente o forse perchè le mie doti di ballerino non sono equiparabili a quelle canore. Boh vabbe. Abito troppo lontano, che faccio? Taxi. 29€. Ok.
Visto che ho speso sei scudi li mortacci sua, (quanto il volo Olbia - Berlino) per questo passaggio vale la pena descrivere il tassista.
Avete presente Magoo? Come te non c'è nessuno? Ecco lui. Due occhiali da vista spesse un centimetro con lenti Carl Zeiss Vision che cosi solo alla NASA. Guidava con la schiena staccata dal sedile tutto piegato in avanti come dire che cosi vede meglio la strada. Mi sembrava un galletto. Un essere umano normalmente abile ci avrebbe messo la metà del tempo e per tutto quel tempo mi sono chiesto prima di tutto perchè questo tipo ha scelto proprio questo mestiere? Secondo chi è il pazzo che ancora gli consente di lavorare? E terzo non meno importante, perchè con tutti i taxi di Berlino io dovevo beccare proprio questo. Tornato a casa ancora sotto shock mi guardo un documentario sui Koala in tedesco che in poco tempo mi consegna al regno di Morfeo.
Durante la notte credo di aver sognato in tedesco ma non ricordo esattamente cosa, forse era la televisone rimasta accesa per tutta la notte. Risveglio obbligato con sveglia alle 10. Vado a vedere una stanza in centro. Cosi non dovrò piu prendere un taxi.

Giorno 30 - Mese 1:
 La follia del sogno

Proprio come dice il mio caro amico Elio in una bellissima canzone:
"Questa notte ho fatto un sogno strutturato a martioska cioè sognavo di sognare".
Ho sognato cioè di svegliarmi nel mio letto a Santa Teresa e tutto quello che sto vivendo a Berlino era solo un viaggio onirico dentro me stesso. Certo, sto rivedendo con gusto "Il caso Scafroglia" ma questo quanto poteva aver influito nella contaminazione del sogno del mio sogno?. "Sogno nel mio sogno vedo te non parlerò d'amore non ne parlerò mai più" diceva Celentano, ma se il sogno che chiameremo "y" era veramente un bellissimo sogno (Berlino) l'altro sogno che chiameremo "x" (svegliarmi a Santa Teresa) era sinceramente un delizioso incubo.
La disposizione dei letti nelle due abitazioni è simile solo che quando mi sveglio a Santa vedo Rena Bianca e la mia Corsica qui a Berlino vedo La centrale nucleare. Bene, svegliarmi nel sogno con Rena Bianca mi ha terrorizzato esattamente come quando ho visto per la prima volta la centrale nucleare. Non so se mi state ancora seguendo. Terrorizzato (sempre nel sogno X ) scendo in strada cercando Berlino ma subito riconosco i vicoli del centro storico di Lungoni che stranamente erano molto affollati. Era tutto rimasto tale e quale a come lo avevo lasciato ad eccezzione di una cosa. Le persone al posto della testa avevano un cottofioc. Terrorizzato tornai in casa per tentare ad ogni costo di riaddormentarmi. Provo con una camomilla. Nulla Un litro di camomilla. Nulla. Apro la bustina tolgo la polvere della camomilla, me la tiro. Nullo. Ingoio tre filtri interi nulla. Allora accendo la tv e metto Jill di mediashopping che mi voleva vendere un attrezzo per gli addominali e in poco tempo mi addormento. Non so cos'ho sogniato tra i due sogni ma sarebbe interessante capirlo. Mi sveglio nel sogno y e finalmente ero ritornato di nuovo aus Berlin. Felice esco di casa convinto di essermi svegliato ed entro all'internet point dall'arabo. Non riesco a descrivere il terrore che provai nel vedere il viso di Amed e di tutta la gente del negozio. Era il corpo di Amed ma la testa era di Fabio Careddu e Hassan il fratello era Paolo Sardo. Esco in strada in preda al panico urlando come un folle e monto sul primo taxi. "Dove la porto?" mi fa il tassista voltandosi. Era Lilith. "Cazzo Lilla sei tu?..." dico io, "...Allora portami a casa!"

Sono forse ancora intrappolato da Hassan e Amed a scrivere questa pagina di diario?