IL DIARIO DI MONACO: Unica pagina ritrovata
Giorno 6: Un dolce ma triste ricordo.
Dopo sei giorni di stretta collaborazione con l'alcolista di Treviso
(chiedo scusa a tutti i veneti specialmente alla mia dolce e cara amica Alessia)
e tentando inutilmente (seguendo le sue pseudo-spiegazioni condite di
bestemmie) di fare una pizza decente, oggi, è bastato semplicemete
passare 10 minuti con Luciana che subito mi è uscita una pizza perfetta.
Talmente perfetta che dopo quella ne ho
fatto almento altre trenta. Arrivavano comande una dietro l'altra.
Stendevo la pasta, condivo, infornavo e sfornavo, stendevo la pasta,
condivo, infornavo e sfornavo, stendevo la pasta, condivo, infornavo e
sfornavo e tra un infornata e l'altra mi è scesa una lacrima. Sul
momento non capivo per quale motivo mi fosse accaduta una cosa del
genere ma è bastato un attimo per materializzare nella mia mente la
risposta. Era tutto cosi familiare, quell'odore, quel calore, quei
movimenti. Era quello che sin da piccolo ho visto fare (e ho fatto) nel
panificio di mia zia, scomparsa da pochi giorni. Il mio racconto di oggi
è dedicato a Lei, alla sua vita passata a lavorare per poi lasciare
questa terra nella più estrema sofferenza. Chi ha piu di 25 anni si
ricorderà le focacce e le canestre che accompagnavano le nostre
ricreazioni a scuola, profumi e sapori che ormai sono perduti per
sempre. Mentre lavoro e penso di essere stanco ripenso ai sacrifici
fatti da tutta la mia famiglia per dare a me una vita dignitosa. Non
potrò in alcun modo ringraziarli abbastanza per tutto questo, se non
continuando a impastare farina per continuare la tradizione. L'ultima
cosa che mi ha detto prima di lasciarci non la dimenticherò finche
campo:" Fiddò, non lavorare per accumulare denaro ma per vivere la vita
giorno per giorno. Se guadagni 10€ mangiati e beviti 10€ perchè alla
fine passi una vita a lavorare e poi ti ritrovi solo in un letto
aspettando che la vita stessa ti abbandoni". Un poeta diceva:"Quando si
muore si muore soli". Ora so cosa intendeva dire. Scusate per questo
ricordo poco pertinente e scusatemi ulteriormente se a differenza del
diario di Berlino (dove lo stile era molto più libertino), in queste
pagine c'è un po di malinconia ma, l'unico modo che ho per esorcizzarla è
descriverne le sfaccettature. Domani vi racconterò una storia da film
che ha vissuto il mio collega Fabio e ricomincerò con le parlolacce e
tutto il resto. Gute Nacht meine lieben Freunde!
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