lunedì 29 ottobre 2012

IL DIARIO DI LONDRA

Giorno 1: La partenza.

L'aria di festa teresina sta svanendo. Tutti aspettano con il biglietto in mano l'esito della lotteria. Io pulisco casa come se fosse l'ultima volta che la vedessi e preparo lo zaino con una perizia maniacale. Il volo per Milano parte alle 7:00 del mattino e quindi devo essere li per le sei. Visto che non esistono mezzi a quell'ora mi vedo costretto a partire circa 12 ore

prima (cioè ora) con l'ultimo pullman per Olbia. Arriverò alle 22:30 quindi non riuscirò neanche ad andare al cinema. Penso che opterò per i cinesi. Verso mezzanotte un taxi mi porterà in aeroporto dove trascorrero 7 ore con me stesso dove avrò tempo per riflettere sui gravi fatti accaduti di recente. Tuttavia a Milano mi aspetta un albergo dove recupererò parzialmente la notte di disagio e sarò riposato per il concerto dei Tenacious. Dopo 12 ore avrò l'aereo per Londra ma alle 16:00 ben riposato e pronto a conoscere la Regina. IN DOD WE TRUST.



 Giorno 2/3: Malpensanti a Malpensa.

Dopo un concerto devastante all'insegna del metallo mi concedo una sana colazione visto che l'ho pagata con l'hotel che non era poi cosi vicino al Forum di Assago. In ogni caso non abbastanza per chiamare l'albergo Hotel Forum. Tra qualche ora ho l'aereo per Londra. La cosa figa è che parto alle cinque e arrivo alle cinque. Quindi faccio al volo. Ora devo arriv

are a Malpensa ma dal nome non mi ispira ottimismo. Vediamo se a Londra c'è gente come a San Teodoro, secondo me no. Saranno contenti che, nonostante siano finite le olimpiadi e le paraolimpiadi, stiano ancora arrivando atleti del mio calibro. Vediamo al bancone chi ha veramente fegato. Se Londra non mi soddisfa come dovrebbe posso sempre andare a Stonehenge e suonare il violino. Ciao a te.


Giorno 4: Londra bai nait

Appena arrivato in questa citta' mi e' venuta molta sete. Dopo aver lasciato lo zaino a casa sono uscito da solo con intenzioni pessime. Bere come se non ci fosse un domani. Nel pub vicino casa ci sono circa 10 birre alla spina e la mia intenzione era assaggiarle tutte specialmente quelle locali. Mentre gustavo la mia birra al bancone ho fatto conoscenza con un tizio ben

vestito e parzialmente ubriaco e la sua compagna. Si chiamava Alex ed aveva una misteriosa somiglianza con il protagonista di Arancia Meccanica. Forse voleva uccidermi perche' mi ha offerto da bere tutta la sera a colpi di 7 pound a pinta, cosa che ho apprezzato molto. Ho scoperto di avere un buon inglese anche se ho qualche difficolta' a capire la loro fottuta pronuncia. Ovviamente non ricordo il ritorno a casa ma e' gia tanto che sono arrivato. Poi sono andato camden town una specie di mercatino del giovedi. Niente di che apparte delle gran belle signorine. Sabato c'e' Phil Anselmo e Rex con i Down e mi sa che vado a salutarlo. Per il resto non c'e' un cazzo sembra Alghero a Maggio ma la gente e molto piu ospitale. Ora torno al pub perche' ho di nuovo molta sete.

P.S. Per fortuna che non fumo. Un pacchetto di Marlboro costa 10 euro.
 

Giorno 5: Lo scrivo stanotte ora c'ho da fare.

 Comunque la prima impressione che ho avuto di Londra e' questa: Londra e' una citta' dove tutti guidano contromano.

Giorno 5-6: Bella vita.

Dopo un lungo aperitivo (cominciato alle 15 p.m. perche' ho scordato di mettere indietro l'orologio) a colpi di Old Fashioned e mini burger dall'amico Baldi, dopo aver lasciato il curriculim ci siamo diretti a continuare la serata in un ottimo cocktail bar in zona Westminster, dove ho assaporato un ottimo Manhattan. Ovviamente il mio duro allenamento svolto a S. Teresa mi

ha consentito di non farmi coricare dall'ingente quantita' di alcohol assimilata. In pochi minuti abbiamo raggiunto il ristorante "Bella vita" dove ho mangiato e discusso della buona fede del popolo italiano con un'appassionata sostenitrice dell'onesta' che proveniva dalla capitale. Ho anche bevuto un mirto veramente buono e dopo un conto di 190 sterline in 8 mi sono diretto verso casa. Ma non poteva certo filare tutto liscio. Il bus dopo qualche metro si ferma per un incendio in una palazzina dove i mezzi di soccorso occupavano tutte le carreggiate. Cosi sceso dall'autobus ho fatto affidamento ad una delle mie poche virtu'. L'orientamento. Credo di aver camminato per circa 45 minuti prima di vedere qualche struttura familiare. Cosi, avendo capito che ero a meno di un km da casa sono entrato in un pub a darmi il colpo di grazia. Questa volta pero' ho pagato tutto e apparte una breve conversazione con la barista non e' successo nulla di particolare. Al mio risveglio ho deciso di avvicinarmi a Shepherds Bush per trovare Tomich e Roberta ma non sono riuscito a trovare il numero 51 visto che questa cazzo di via parte dal 54. Ora mi faccio un giro in questo west London e aspetto che qualcuno si manifesti. Penso che stasera andro' a vedere Phil Anselmo e male che vada mi faccio dare un passaggio da loro in casa. Ho un solo piccolo problema con i bagni. Non capisco mai qual'e' l'urinatoio e qual'e' il lavandino.


Giorno : 8-9-10
Storia di una passeggiata finita bene.

Visto che siete stati trascurati dal mio egoismo per alcuni giorni e, dato che percepisco il vostro desiderio di dettagli sgrammaticati, oggi mi esibiro' in una composizione letteraria piu' lunga del solito. Quindi se avete pazienza nel leggere bene, altrimenti fottetevi con simpatia. In questi giorni ho valutato se restare o meno giusto qu

alche giorno in piu' visto che questo e' il periodo migliore per trovare un buon lavoro. E anche vero che sono partito solo con uno zaino e trasferirsi qui di punto in bianco senza ponderare la decisione potrebbe essere un azzardo. Per quanto mi riguarda se in questi due giorni passati non avessi speso l'ira di Odino sarei sicuramente rimasto un altro mese. Tra l'altro ho lasciato i sentimenti a casa in Sardegna quindi vivo in un completo equilibrio tra caos e nichilismo. Ovviamente per motivi legali e per evitare intrighi internazionali, non posso rivelare i dettagli delle ultime 48 ore ma posso descrivere minuziosamente alcuni posti dove mi sono ritrovato per qualche motivo occulto. Sveglia alle 9:00 e colazione a casa all'inglese: pancetta e uova. Un' ora circa per lavarmi e cercare inutilmente di creare una sorta di itinerario. Visto che stavo solo perdendo tempo ho preso la prima corsa di Tube che ho trovato e mi sono allontanato il piu' possibile da Manor House. Cosi con un Overground mi sono trovato al capolinea nel profondo est di Londra. Dopo una breve ricognizione ho individuato un posto decente dove mangiare qualcosa di decente. Ma mi sbagliavo. Il peggior ristorante messicano della zona. L'unica cosa che mi ha lasciato (a parte un buco nel mio budget) e' stata una tremenda ed insaziabile sete che per due giorni non sono riuscito a calmare. Ho provato col la Lager, la Ale, con la Smooth, con la Weiss, nudda. Ogni sorso dissetante di birra era sublimato da un rutto al chili di carne. L'unica cosa che riusciva a distrarmi dal mio stato era un tizio di colore che suonava un videopoker. Qui c'e' poco da descrivere poiche' per circa 45 minuti non ha fatto letteralmente altro e senza buttarci dentro neanche un centesimo. Cosi, disgustato da chi sta meglio di me, per un pound ho messo 4 pezzi nel jukebox. Cold gin dei Kiss, School is out di Alice Cooper, The price dei Twisted Sisters, e Midlife crisis dei Faith no More. Finche' abbiamo ascoltato i primi tre pezzi tutto bene. Quando e' partita midlife crisis 3 cinquantenni seduti al bancone mi anno indicato parlando con la cameriere e visto che non ero in uno dei quartieri di Londra, fingendo di voler fumare mi sono dileguato come un ninja. Sicuramente ho frainteso la situazione, possibile. Ma non si sa mai. Dopo l'ennesimo bus scendo nei pressi di Mile End e Bow Church. In realta' stavo cercando qualche bel museo da visitare ma per quanto perseverassi in questa ricerca trovavo solo pub e roba da bere. Giuro. La cosa buona e' che da pub a pub trovi sempre qualche birra che non hai assaggiato quindi diciamo che una sorta di cultura in qualcosa la acquisisci comunque. Vi posso vagamente dire che ho trascorso la notte in alcuni locali della zona senza rendermi minimamente conto del tempo che passava. Erano le 2 del mattino e visto che la metro era chiusa e io non mi trovavo a Capo Testa ho optato per la soluzione piu logica (per me in quel momento). Camminare dritto puntando a nord. Ma mi sa che stavo andando a sud. Dopo ore (forse giorni) arrivai in una zona che aveva qualcosa di familiare e per qualche motivo mi tranquillizzai anche se non ero neanche a meta' strada. Lessi la via, hanbury street e pensai: Azz questa la conosco ma non so perche'. Pensai che forse era legata alla storia del punk o qualcosa tipo sulla seconda guerra mondiale. Ma non era cosi'. Mi stavo sbagliando di decenni. Un centinaio di anni prima della mia nascita, questa via conobbe il serial killer piu famoso della storia che terrorizzo' il quartiere di Whitechapel. Jack the Ripper. Preso atto di questo aumentai il passo ma la gente invece di guardarmi con aria inquietante (come la suggestione mi portava a pensare) si spostava perche' mi temeva e visto l'abbigliamento e la faccia ero sicuramente quello piu idoneo all'utilizzo di bisturi per scopi occulti.
Dopo essere uscito fuori dall'inferno e aver camminato per altre decine di minuti mi sono ritrovato a Manor House dove mi sono meritato una sana dormita. Il giorno seguente come direbbe mio cugino avevo la bocca cosi impastata che se pensavo di aver fatto un pompino a un cacato e senza contare che sul pavimento c'erano varie pietanze in semi-putrefazione. Un coinquilino che per errore ha aperto la stanza ancora non si e' ripreso e continua dal giorno a cibarsi di peli pubici invocando Confucio. Ora sono nell'ennesimo internet point dove un italiano a fianco a me parla con la madre e si lamenta che nell' internet point non c'e' il bagno e lui si sta cagando. Interessante come esperimento sociale. Vedere come ti comporti quando pensi che nessuno ti capisca. Ora vado a fare il turista ma senza soldi cosi non mi perdo per strada.
 
Giorno 11:
Undi ci, sei isciutu?

Non so se sono turchi o pachistani boh, cmq questo e' senza alcun dubbio il peggior internet point di londra. scrivero tutto minuscolo perche' tra caps lock e la lettera "a" della tastiera c'e' un capello riccio color ebano e mi vengono i brividi. ora ho notato un pelo di natura ignota tra la "h" e la "j" cercero' di non usarle. mi sono svegliato praticamente in
assetto da turista con macchina fotografica e mappa della metropolitana per una missione culturale. Posso dire tranquillamente ke il museo di lu brandali non a' niente da invidiare al britisc museum. ora mi accingo a prendere l'ennesimo autobus e avere sempre quella strana sensazione che ti fa credere di essere a olbia. devo dire che ci sono molte analogie poi magari scrivero qualcosa a proposito....un anteprima, forse sta per nascere un diario di barcellona...si iu sun...
 
Giorno 11 BIS: Non so da dove iniziare. Riassumero'.

Per fortuna questa volta c'e' solo una macchia di provenienza sconosciuta sul tasto con il numero quattro e un fazzolettino usato sotto lo schermo. Dopo una passeggiata nel centro ho avuto la felice idea di visitare la zona di tottenham court road e il parco di Soho. Trovo subito un grattacielo di un quarantina di piani e una scultura di Freddy Mer
cury alta un numero di metri compreso tra 3 e 5. Trovo subito un posto dove mangiare inglese ma mi attira un piccolo parco molto affollato. Lo attraverso e entro in un pub a bere un Guinness. All'interno c'era solo il personale. Tre ragazzi palestrati vestiti di nero. Pago e mi guardo attorno. Ogni locandina raffigurava addominali maschili scolpiti e i videoclip trasmessi non lasciavano nessun dubbio. Per carita' uno con il suo culo ci fa quello che vuole ma quando mi e' venuto in mente che all'ingresso sto coglione ha esordito con ''Oh..Wow'' be' ci sono rimasto male. Non e' professionale. Ho bevuto la mia birra in un minuto e mi sono diretto al pub inglese. Li potevo bere e mangiare. E l'ho fatto in abbondanza. Per digerire sono andato prima in un locale rock che era di strada e poi in un posto chiamato Intrepid Fox. All'inizio era tutto sotto controllo poi di colpo, non so il momento esatto, il Sig. Domenico Ogno si e' trasformato in Doddie. Pensavo di aver lasciato il mio alterego molesto a Santa Teresa invece il porco mi ha seguito. Quando mi sono svegliato sembrava essere esplosa una granata a frammentazione nella stanza. C'erano cannucce dappertutto, tappetini da bar, bicchieri e un centinaio di bustine di pepe e sale. I jeans completamente pieni di kechup come se me lo fossi spalmato addosso. Sono riuscito a ricostruire una parte della serata grazie alla macchina fotografica. In oltre Doddie e' riuscito a spendere in una notte piu di quanto Domenico ha speso in una settimana. Quando torno giuro che vado in terapia. Diario Samarcanda.

Giorno 12: Un po di sole.

E' la prima volta che vedo il sole a Londra. In certi momenti e' anche caldo ma viene annientato a intermittenza da masse nuvolose dense come il piombo. Ho appena tolto un pelo dalla tastiera dell'internet point e sto per organizzarmi la valigia. Dopo sei ore di sonno sono pronto alla partenza. Bilancio finale: Se non fosse per il tedesco Berlino vs Londra= 10 a zero per
Berlino. Esempio: La metro di Londra e' la seconda per lunghezza al mondo. Quella di Berlino e' diciannovesima e non capisco perche' chiude solo 2 ore su 24. Qui chiude da mezzanotte alle 6. Questo vuol dire che uno stronzo come me che deve essere alle 6 in aeroporto deve barbonare per ore. In realta' invece di perfezionare l'inglese sto imparando il turco anche se in quest'internet point, ogni volta che vengo, c'e' sto romano de roma che parla o con la tipa o con la mamma con frasi tipo: "nu me scrive ste robe sdolcinate su facebook che me viene a tristezza" oppure "A Ma'...me ne vojo anda'", boh, non so scrivere in italiano figuriamoci in romanico. Ma a me non me ne fotte un cazzo. Solo che urla quando parla e non riesco a concentrarmi sulla scrittura. Dicevo, ho trovato su una spece di ebay inglese (cercando una stanza) un paracadute. 60£. Siccome ho voglia domattina di andare a giocare a Soft Air, stavo pensando che se riesco a prendere il posto vicino alla porta d'emergenza posso lanciarmi quando passiamo sulle bocche. In perfetto orario per l'allenamento. Ora vedo. Tanto non e' che per un po' di decompressione precipita un aereo? Oh no?
 
Giorno 13: Un viaggio nel tempo.

Tempo fa ho provato un esperienza simile al viaggio nel tempo. Simile per usare un eufemismo. Sono andato in una pagina web dove puoi inviare un email a te stesso ma in una data da decidere nel futuro. Cioe' puoi scrivere dal passato al te nel futuro. Diciamo non e' stata un esperienza molto emozionante ma e' la cosa piu vicina ad un esperienza tipo viaggio nel t
empo. Oggi cambia l'ora. Alle 3 devo mettere indietro la lancetta. Visto che sto aspettando che apra il Gate alle 6:00 questa e' una grande notizia. Allo stesso tempo pero' devo mettere le lancette avanti perche' cambia il fuso orario quindi prima torno in dietro nel tempo e poi ritorno al punto giusto. E' corretto? Mi sono gia perso. E' tutta la sera che ci rifletto ma non ne vengo a capo. Poi il fatto che il pianeta ruota comunque in senso opposto alla traiettoria dell'aereo comporta un ulteriore elemento di disturbo in questo ragionamento. Non so se ne verro' a capo. Ho comunque sei ore per pensarci. Se riesco ve lo faccio sapere per tempo.
 
Giorno 13 Bis: Che palle.

Ho provato a dormire in quest'aeroporto ma e' impossibile. Una tizia che dormiva nelle potroncina di fianco alle mie si e' svegliata urlando e il tipo di fronte russa che neanche per le balle. Come se fosse abituato a dormire in posti affollati e rumorosi. Boh. Soprattutto questa dove mi trovo adesso e' la postazione internet piu economica dell'europa intera. 6 pound all
' ora, quasi venti mila lire del vecchio conio. Vuol dire che se mi volessi guardare un film su youtube dovrei pagare 12 sterline. Il prezzo di un volo da qui per Marakesh. Devo dire che e' molto conveniente. Ora cerchero' di perdere tempo in vari modi tanto mi sa che dopo st'oretta di sonno appena trascorsa e' il massimo che posso pretendere. Riposero' a casa con la migliore ninna nanna del mondo. Il rumore delle onde di Rena Bianca. Is not snail pill.
 
 
Giorno 13 tris: L'impero colpisce a suora.

Quando sono entrato nel gate l'aeroporto tutto il contesto e' cambiato. E' stranamente popolato e devo dire che a Gateway c'e' un ottimo pub dove servono birra anche alle 5 del mattino e fanno la migliore english english breakfast che ho mai mangiato (a parte ovviamente quella cucinata da me). L'unica cosa che non capisco sono sti fagioli mezzi dolci. Ma
perche'??? sembrano quei fagioletti che di facevi a 17 anni quando tornavi con il munchies a domo senza sapere esattamente cosa fosse una padella. E poi...Gian Mà... mi spieghi cosa cazzo sono quei dischi impanati a forma di sofficino tondo? Non sono riuscito ancora a capirlo. Ho ancora mezz'ora di tempo. Credo che la Guinness mi fara trascorrere un viaggio piu rilassato. Non e' questa parte che mi preoccupa. Ormai Londra e' domata. E' l'arrivo in Sardegna che mi terrorizza. Trent'anni che conosco sta terra e non sono ancora riuscito a capirla. Figuriamoci se capisco l'ARTS e le logiche che utilizzano per concepire i trasporti. Resta per me tuttora un mistero.
  
Giorno 14: La mela di Odessa.

Certo che per capire che la Sardegna è un posto incantevole basta vederla dall'alto. Per osservare le dinamiche delle condizioni atmosferiche e per conoscere l'arroganza del maestrale invece, bisogna atterrarci in aereo in una giornata come questa. All'inizio appena l'isola ha iniziato a rivelarsi tra le nubi la frase che si sentiva di più era "Oh my God, look.. it's
beautiful", poi pero in fase di atterraggio la frase è diventata "Oh my God!!" e basta. A me viene da ridere quando l'aereo sbanda perchè dev'essere un modo togo di morire. Sempre meglio di morire affogato dalla merda del depuratore e di riu muzzeddu messi insieme mentre sei in vacanza al centro benessere al porto. Tuttavia l'atterragio è stato morbido e i soliti due sardi pastori anzi, pardon (non voglio offendere un mestiere che adoro e gusto da una vita) i soliti sardi ignoranti del cazzo hanno fatto partire l'applauso. Non c'è nulla di male, certo, peccato però che nessuno gli ha spiegato che l'atterraggio non è facoltativo ma obbligatorio. Visibilmente infastidito scendo dall'aereo e cerco un bus. Com mia sorpresa dopo un minuto e' arrivato il bus della turmotravel diretto a Santa. E qui scatta la mia chiaroveggenza. Qualcosa doveva succedere. Abituato ormai al clima di Londra ero in pullmann in maglietta mentre gli altri passeggeri durante il viaggio si stavano lamentando per il freddo. Uno in particolare, un quasi sessantenne con un forte accento torinese, diceva all'autista che stava sbagliando il modo in cui erogava l'aria calda. Nel frattempo un pezzo di una sorta di plafoniera lunga 2 metri attaccata al soffitto dell autobus si stacca e scende in testa a una signorina (Vedi foto). Ma l'ho rimessa apposto io e l'autista non ha detto manco bah. Intanto sto vecchio che diceva: "Metta l'antigelo" oppure "Chiuda l'aria che viene dal basso" insomma, in cacacazzo. Dopo 5 minuti che questo parlava all'autista e quello sbandava per rispondere ho scoperto che Doddie non si manifesta solo quando bevo ma proprio quando sono girato di coglioni. "HO LA SMETTE SUBITO DI PARLARE ALL'AUTISTA O LA FACCIO SCENDERE DALL'AUTOBUS IO". Poi ho preso il giubbotto e l'ho tirato per terra tra il mio e io suo sedile invitandolo a indossarlo se aveva ancora freddo. Il tono, gli occhi in sangue e il grado di esaurimento hanno fatto proseguire il viaggio in serenità caratterizzata da un silenzio innaturale. Al mio arrivo Santa Teresa indemoniata dal maltempo. Le condizioni atmosferiche che preferisco. Mio zio mi ha visto e come nella cassetta di Benito Urgu vedendomi sotto casa con lo zaino mi ha detto: Cosa stai, partendo?. Grazie Zi ti sono sicuramente mancato molto.
 
p.s.
 
Dopo aver usufruito della seconda metropolitana del mondo e del sistema di trasporti piu organizzato d'europa ecco cosa trovi quando arrivi in Sardegna. Pullmann con i vetri che filtrano acqua dai finestrini, i filtri dell'aria saturi di polvere, riscaldamenti che non funzionano e ovviamente pezzi di plastica che ti cadono in testa. Quei camion nepalesi in legno e le strade dell'Himalaya a mio avviso sono piu sicuri.
 
 

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